Cornelia Rigatti – la regina del Prone Paddling italiano

Il “Prone Paddling” o “Paddle Boarding” è una disciplina in pieno sviluppo nelle comunità australiane, hawaiiane, polinesiane e americane degli sport Outdoor.

Se volete leggere qualcosa sulla nascita del prone paddling e sulla sua influenza verso il sup vi consigliamo questo articolo di Sup Racer:

http://www.supracer.com/steve-west-paddleboardings-influence-on-sup/.

Per i più pigri facciamo un breve riassunto: il Paddle boarding salta all’attenzione del pubblico alle Hawaii quando nel 1928, Tom Blake partecipa al Surfboard Paddling Championships in Waikiki usando una tavola incavata in cui pagaiava in ginocchio esattamente come un moderno paddle board. Tom vinse suscitando molto clamore e di fatto dando vita al movimento del paddle boarding. In tempi moderni lo waterman e pluricampione di sup, surf, outrigger e prone Jamie Mitchell ha portato alla ribalta questo sport creandone anche una forte interconnessione con il mondo del sup, del surf e dell’outrigger.

 

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E in Italia? Anche in Italia si pratica il Prone Paddling e abbiamo degli ottimi specialisti. Abbiamo contattato per l’occasione la Campionessa Italiana in carica, Cornelia Rigatti, che si è classificata sesta nella Technical Race ai Campionati del Mondo ISA 2017 in Danimarca. Abbiamo sottoposto Cornelia alla nostra sequela di domande molto politically e poco correct, ed abbiamo potuto scoprire un pò di più sulla regina del Paddle Boarding italiano.

1. Quando hai iniziato a praticare Prone paddling? Dove ti alleni di solito?

La prima volta che sono salita su una tavola da prone paddling era il 2015 e non ne sono più scesa. Mi alleno sul lago di Garda, a nord ovvero nella parte trentina. L’ambiente in cui vivo mi ha aiutato molto quando ho iniziato e mi aiuta tutt’ora a migliorarmi. La zona del Garda trentino è famosa per windsurf e vela, quindi perfetta per i downwind! Per chi non c’è mai stato, vi posso assicurare che offre le condizioni di un piccolo mare. Nuoto da sempre per Amici Nuoto Riva che lo scorso anno mi ha supportato in questa nuova via agonistica del surfing con FISW. In squadra sono la più “vecchia”, ma siamo un bel gruppetto a praticare prone paddling, spesso però devo allenarmi in orari diversi per poter conciliare il lavoro con lo sport.

2. Ti abbiamo visto partecipare ai mondiali ISA in Danimarca. Come hai trovato la squadra? Si è dimostrata unita e collaborativa oppure in sport individuali come sup e prone lo spirito di squadra è difficile da creare?

La squadra nazionale si è rivelata sin dal primo momento fantastica e tutti molto disponibili nei preparativi e vicini e coinvolgenti durante le gare. Facevamo parte tutti dello stesso sport anche se praticavamo discipline diverse, specialmente nella staffetta finale per nazioni (2 SUP e 2 prone) tutti erano coinvolti come se partecipassero.

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Cornelia con la Nazionale di Sup e Paddleboard a Copenhagen ISA Worlds

3. Quali sono i tuoi programmi nazionali ed internazionali per la stagione 2018?

Adoro confrontarmi con altri atleti e il mio obiettivo principale è sempre quello di migliorarmi. Cercherò di partecipare a eventi anche molto diversi fra loro, dovrò sicuramente selezionare le gare a cui partecipare perché mi piacerebbe affrontarle tutte sia per la carica agonistica sia per il momento allenante per sfruttare le molteplici condizioni meteo in cui si svolgono.

4. Pratichi altri sport oltre al paddleboarding? Hai mai provato a fare sup?

Come anticipato, provengo dallo sport acquatico per eccellenza, ovvero il nuoto. Mi divertono molto tutte le discipline all’aria aperta connesse a questo elemento. Circa quattro anni fa mi sono avvicinata al salvamento oceanico. Partecipo anche a gare di aquathlon (nuoto e corsa) perfette per la preparazione base.

Sono salita su un SUP grazie ai miei compagni di nazionale in Danimarca e in Sardegna. Le condizioni in cui l’ho provato per la prima volta non erano ideali per un principiante, ma mi sono divertita molto. Le boe le giro ancora in acqua invece che in superficie!

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Cornelia Rigatti in azione

5. Quanto è grande il movimento “prone-paddle” in Italia? Come è stato gestito prima e dopo l’avvento di FISW?

È ancora piccolo anche se conta diversi appassionati che si godono il mare da un altro punto di vista. L’avvento di FISW lo ha promosso notevolmente. La chiave per sviluppare uno sport è creare competizioni e dar loro visibilità. FISW lo sta facendo alla grande.

6. Trovi che il modus operandi di ISA di unire i mondiali prone con il sup sia giusto o tolga un po’ troppo la visibilità ad entrambi?

Trovo giusto abbinare prone e sup nei campionati mondiali da parte di ISA. In moltissimi paesi gli eventi prevedono la partecipazione di entrambe le discipline assieme, non a caso molti sup paddler si dedicano anche al prone. L’abbinata ai mondiali ISA non può che dare più visibilità ad entrambi.

7. Sicuramente sei al corrente delle contese politiche che ci sono in atto tra ISA e ICF per la potestà del sup. Non è il tuo sport primario ma la tua voce insider è sicuramente importante. Hai letto il nostro articolo “Sup ma di chi sei figlio“? Secondo te di chi è figlio questa disciplina e come si risolverà questo conflitto?

Dalla mia esperienza con ISA devo dire che sta gestendo molto bene questo sport. I mondiali in Danimarca erano ben strutturati e organizzati in modo preciso. Il presidente Fernando Aguerre ha una visione chiara e globale della situazione e ci tiene a promuovere la disciplina a favore degli atleti.

8. Secondo te il sup è più vicino al surf, alla canoa, o al prone paddle?

Sup e prone paddle hanno molte più affinità tra di loro ed entrambi sono più assimilabili al surf: sono un modo diverso di superare le onde e di surfarle. C’è sempre di mezzo il “paddling” (Stand Up PADDLING e Prone PADDLING), sup e prone condividono anche il “natante”, ovvero la tavola.

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La finale Prone Paddling ai mondiali ISA 2017 in cui Cornelia Rigatti conquista il 6° posto

9. Cosa ne pensi del vivaio italiano di sport come prone paddling o sup rispetto ad altri paesi? Daresti qualche consiglio per migliorare dall’interno la pratica di questi sport?

Lo sport è fatto dagli atleti. Abbiamo atleti italiani di spicco internazionale che sanno avvicinare sempre più persone alla disciplina e attirare attenzione sul panorama nazionale da cui provengono. Il risultato di squadra ai mondiali ISA in Danimarca (ottavo su 42 nazioni) lascia ben sperare nella diffusione del SUP: è uno sport ancora giovane, saprà diventare grande in fretta.

10. Chiudiamo con un po’ di narcisismo: fai a te un complimento e fanne uno a noi di “Non solo sup” che ne abbiamo bisogno.

SUPerlativo e non solo SUP. I giochi di parole mi divertono, ma non vorrei peccare di SUPponenza.

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Cornelia Rigatti alla fine di una session di allenamento e della nostra intervista

Grazie mille a Cornelia per averci dato l’opportunità di fare quest’intervista. Naturalmente speriamo che gli sport acquatici siano sempre più interconnessi tra loro come auspicato anche dalla regina del prone paddling Italiano a cui facciamo i nostri più sentiti auguri per una brillante stagione 2018.

State sempre tuned con #nonsolosup, mi raccomando!

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